Il bello di Francesco

 

Paolo Caliari detto Il Veronese o Carlo detto Carletto Caliari e aiuti, Esaltazione della santa Croce con Maria e i santi Giovanni Evangelista, Elena imperatrice, Francesco d’Assisi, Nicola di Bari e committenti, ultimo quarto del XVI sec., olio su tela, Bari, Santa Croce

 

Con l’immagine che presentiamo questa volta torniamo a esplorare un generoso filone pittorico del quale abbiamo già avuto modo di conoscere diversi rappresentanti. Stiamo parlando dei dipinti di “importazione” veneta, pratica tutt’altro che sopita anche nel tardo rinascimento e nel primo manierismo, epoca nella quale si inserisce la bella tela ancora oggi esposta nella ricostruita chiesa barese di Santa Croce, già dei Cappuccini (e infatti in quest’occasione il santo Fondatore “riceve” da loro il proprio abito). Viene variamente attribuita a Carletto Caliari, figlio del più celebre Paolo, o direttamente, se non altro per ragioni anagrafiche, proprio al padre. Anche se le opere veronesiane esistenti in Puglia (tranne forse la splendida Deposizione dell’Annunziata di Ostuni, anch’essa di committenza francescana) vedono quasi certamente il largo intervento della prolifica bottega del pittore, plausibile in pale destinate a centri minori e alquanto periferici come i nostri, in questa di Bari sembra più facile che in altri casi riconoscere la mano inconfondibile di Paolo Veronese, soprattutto nella caratteristica iridescenza delle seriche vesti della Madonna e di sant’Elena, l’autrice dell’“invenzione” della vera Croce, ma anche nell’impostazione prospettica “di sottinsù” dello sfondo “monumentale” e nella chiarità generale del colore. Vi troneggia la croce raggiante e gloriosa, circonfusa di cherubini, che riceve l’abbraccio di una Madre dolente e pensosa, la venerazione ammirata degli altri presenti (non è da escludere che anche le due figure barbate sulla destra siano santi o due personaggi storici ancora da identificare) e infine l’umile adorazione di san Francesco, prostrato ai suoi piedi. Di lui ci pare di sentire le parole tante volte ripetute e infine poste nel Testamento: «Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo [...] perché con la tua santa croce hai redento il mondo». MR