Il bello di Francesco

 

Carlo Rosa (attr.), Madonna con san Francesco d’Assisi con il Bambino e santa Chiara d’Assisi, XVII sec., olio su tela, 208 x 301 cm, Acquaviva delle Fonti, Santa Chiara d’Assisi

 

L’opera che conosciamo stavolta ci fa fare la conoscenza di un pittore (e architetto) protagonista della scena artistica di Terra di Bari per larga parte del Seicento: Carlo Rosa, nativo di Giovinazzo, formatosi a Napoli nella bottega dello Stanzione, dove lascia le prime prove, e poi, stabilitosi a Bitonto,  lungamente attivo in Puglia, artefice anche di vaste imprese decorative, come, su tutte, il celebre soffitto di San Nicola, nel capoluogo. Autore assai prolifico, la sua tenuta qualitativa appare piuttosto diseguale, ma proprio nella pala qui illustrata conosce sicuramente uno dei suoi esiti migliori. Il Rosa realizza per le Clarisse di Acquaviva un dipinto che riunisce i due fondatori del loro Ordine: Chiara, colta nella classica iconografia che la vede reggere adorante in mano l’ostensorio recante il santissimo Sacramento, col quale avrebbe allontanato dal suo monastero assisano di San Damiano le truppe saracene che minacciavano di invaderlo e saccheggiarlo; e Francesco d’Assisi, la cui figura si impone isolata, mentre la visione è catturata dal bel brano “veristico” del pallido volto del Santo, il profilo affilato, le guance incavate, lo sguardo estatico rapito dalla visione del Bambino Gesù: tutto concorre a suggerirne la forte tensione penitenziale, così cara alla spiritualità controriformista. Al registro inferiore, in cui prevalgono i toni scuri delle severe vesti dei santi (con un bello squarcio paesaggistico fantastico a dividerli), si contrappone la zona superiore, dominata dalla luce calda e dorata di cui appare circondata la Vergine, circondata dagli angeli. La scena ci ricorda inoltre uno degli aspetti più caratteristici e delicati della spiritualità dell’Assisiate, al quale, secondo Celano, «la compassione del Bambino, riversandosi nel cuore, [...] faceva anche balbettare parole di dolcezza alla maniera dei bambini». MR