Il bello di Francesco

 

Jaspaert o Gaspard Heuvich detto Gaspar Hovic, Madonna col Bambino (Madonna di Costantinopoli o degli Angeli) tra i santi Francesco d’Assisi e Giovanni Battista e committente, 1598, tempera su tela, 240 x 160 cm, Ruvo di Puglia, San Michele Arcangelo

Torniamo questa volta a incontrare un pittore già da noi conosciuto, impegnato con un’altra commissione per l’Ordine dei Frati Minori Osservanti: una pala per un altare laterale della chiesa del loro convento ruvese, nella quale torna la tradizionale intitolazione alla Madonna di Costantinopoli. Riappare anche l’altra caratteristica iconografia di san Francesco d’Assisi in funzione di intercessore per le anime purganti: lo vediamo infatti mentre, lo sguardo rivolto alla Vergine e al Bambino, tende il suo cingolo verso le anime dei fedeli defunti che, avviluppati dalle fiamme del Purgatorio, implorano il suo soccorso. Intorno al «cordone» di san Francesco fiorirà tutto un mondo devozionale - e iconografico - parallelo per certi versi a quello verso il Rosario. Non si tratta però di una devozione spuria o molto tardiva, per quanto ben inserita nel contesto della spiritualità controriformista, che possiamo immaginare evocata dall’austera figura del committente (tra l’altro un bell’esempio di ritratto piuttosto naturalistico), che fissa lo spettatore tenendo tra le mani ben in vista il suo libriccino di orazioni (come a dire: se cercate l’intercessione dei santi per la salvezza eterna dei vostri defunti e di voi stessi, non trascurate di pregare!). Non c’è dubbio certo che l’insistenza post-tridentina sul Purgatorio in funzione scopertamente anti-protestante sia un tratto peculiare della predicazione del tempo. Ma l’azione mediatrice del Santo di Assisi risale all’ottenimento della celebre indulgenza della Porziuncola, e non a caso l’immagine mariana qui raffigurata è nota appunto anche come Madonna degli Angeli. E di una gloria di angeli nelle smaglianti tinte iridescenti che sono tipiche della cultura manierista dell’autore è circondato il gruppo della Madre e del Bambino, dalla curiosa espressione vezzosa, mentre ai loro piedi si apre uno squarcio paesaggistico indagato con una minuzia “verista” degna delle origini fiamminghe dell’Hovic. Tra l’altro, proprio qui, sebbene poco visibile tanto dal vero quanto nelle riproduzioni, è rappresentata la scena delle Stimmate di san Francesco d’Assisi. Anche questa tela, dunque, testimonia assai bene delle variegate esperienze artistiche del pittore. MR