Il bello di Francesco

Antonio Vivarini detto da Murano, Polittico con Madonna in trono col Bambino tra i santi Cristoforo, Francesco d’Assisi, Bernardino da Siena e Antonio di Padova; nella cimasa: Cristo risorto tra i santi Margherita d’Antiochia, Lucia, Nicola di Bari e Pantaleone (Polittico di Rutigliano) (part.), 1461-1462 ca, tempera e oro su tavola, 156 x 150 cm, Rutigliano, Santa Maria della Colonna e san Nicola.

 


Con il dipinto che presentiamo in questo periodo, torniamo a guardare al nutrito contingente di opere di cultura veneta pervenute in Puglia in virtù dei solidi legami, soprattutto commerciali, e in margine anche artistici e culturali, tra le opposte estremità costiere dell’Adriatico. Ai diversi esempi incontrati finora, aggiungiamo anche il bel Polittico di Rutigliano, conservato nella collegiata del centro dell’entroterra barese. È opera uscita dalla prolifica bottega muranese dei Vivarini, alla quale dobbiamo buona parte di dette pale “veneto-pugliesi”. Questa in particolare è dovuta alla mano di Antonio, il capostipite di quel singolare clan che avrebbe contato anche sul fratello minore, Bartolomeo, che collaborerà a lungo con Antonio, e sul figlio di questi, Alvise, che chiuderà la tradizione artistica familiare aprendo maggiormente il proprio linguaggio figurativo all’ormai matura temperie rinascimentale. Antonio dispiega, qui come altrove, la sua sensibilità ancora tardogotica, non solo nel perdurare imperterrito del classico fondo oro, ma anche nei profili affilati delle varie figure, eccetto forse quella un po’ “rotondetta” del Bambino. Ma un tentativo di impostazione spaziale “moderna” affiora nondimeno in alcuni particolari, come nell’impostazione prospettica, non del tutto riuscita, del trono della Vergine e del sepolcro-sarcofago di Cristo. Il polittico è pittosto mal conservato e presenta larghe cadute di colore, soprattutto in corrispondenza delle scomparse cornici originali. Ne ha fatto le spese soprattutto il nostro san Francesco, in parte... acefalo. Tuttavia, si nota ancora come sia lui che i suoi due confratelli, con quei tratti ascetici e un po’ emaciati, esprimano bene quella precisa visione del minoritismo fonte in quell’epoca di grandi passioni, santità e... divisioni. [MR]